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La comunità di Gardolo si mette in gioco

A Casa Lamar presentato alla comunità di Gardolo “Robin”, il gioco da tavolo creato da Roberta Folgheraiter e Mary Agostini che unisce e racconta le associazioni di Trento. 

Nel giardino di Casa Lamar c’è stata una piccola festa di comunità. Più di trenta rappresentanti della circoscrizione di Gardolo – uomini e donne di diverse generazioni, impegnati a vario titolo nella vita associativa e civica del territorio – si sono incontrati presso la Casa del Centro Trentino di Solidarietà per conoscersi attraverso il gioco. A loro si sono aggiunti gli ospiti e le volontarie della Casa. “Fare comunità parte dall’accogliere”, ha detto Antonio Simula, direttore del Centro Trentino di Solidarietà, dando il benvenuto agli invitati seduti in cerchio. L’accoglienza è stata doppia: Casa Lamar, struttura socio-sanitaria dedicata a persone con HIV-AIDS e patologie gravi, si è aperta al pubblico, offrendo i propri spazi e la cena preparata dagli ospiti, ricambiando così l’ospitalità alla comunità di Gardolo, che dal 1994 la accoglie nel suo territorio. 

Robin, il protagonista della serata, è un gioco da tavolo molto speciale. Riunisce sul tabellone 53 associazioni e cooperative del Comune di Trento, suddivise in sei categorie: salute, cultura, sport, ambiente, prodotti sociali e fragilità. Tra le realtà presenti c’è anche il Centro Trentino di Solidarietà, che sulle carte da gioco si presenta con le parole chiave “comunità”, “libertà” e “benessere”. L’idea di Robin, il gioco del pettirosso simbolo di resistenza e coraggio, è nata dalla passione di Roberta Folgheraiter e Mary Agostini, decise a dare voce alla “bontà della comunità”. Molte le realtà coinvolte: Matteo Giuliani di Iris Woodwork ha realizzato le pedine con il legno di Vaia, una classe dell’Istituto Artigianelli ha curato la grafica e il packaging, mentre Ernesto Anderle, in arte “Roby il Pettirosso”, ha disegnato la plancia e i simboli del gioco. 

In cerchio intorno al tabellone, quaranta persone con storie, lingue e culture diverse si sono incontrate e conosciute attraverso il gioco. Cooperazione e relazione, del resto, sono le parole chiave di Robin: in questo gioco dell’oca fuori dagli schemi non mancano la competizione e lo spirito di squadra, ma per vincere qualche volta è necessario aiutare gli altri giocatori, far vincere una squadra avversaria, trovare strategie comuni. 

 

Al termine del gioco, prima di assaggiare i canederli soffiati proposti da Andrea e dagli altri ospiti di Casa Lamar, i giocatori si sono presentati: “Chi sei? In che modo fai parte della comunità?” Scoprendo di essere già comunità. Ospiti e non ospiti, utenti e cittadini. Associazioni giovani e storiche. Già pronti a immaginare nuove collaborazioni e futuri momenti di incontro. 

“La vita è l’arte dell’incontro”, scriveva il poeta brasiliano Vinicius de Moraes.

Robin ce lo ricorda. La citazione, non a caso, introduce le regole del gioco.  

 

 

 

 

 

 

 

Viola Ducati

Viola è volontaria del Servizio Civile Universale.

Ha 25 anni, una laurea magistrale in filosofia e molta voglia di darsi da fare.

Le piacciono i boschi, le albe, gli incontri inaspettati.

Collabora con Sanbaradio per il podcast “Fare i Verdoni”, che mostra l’altra faccia della transizione ecologica e prova a immaginare il lavoro del futuro.

Gioco da tavolo, Robin

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