Walk&Think – Educhiamoci alla vita, “pensa e cammina” è il titolo della camminata che il Centro Trentino di Solidarietà organizza per celebrare la giornata internazionale per la lotta alla droga del 26 giugno. Questo progetto rientra nelle attività di trekking ed è anch’esso una terapia di prevenzione e cura di tutte le dipendenze patologiche da più di trent’anni.
Camminare promuove uno stile di vita sano, evita l’appassimento del tessuto cerebrale, aumenta il volume dell’ippocampo (regione del cervello cruciale per la memoria) ed eleva i livelli di molecole che stimolano la crescita di nuovi neuroni e trasmettere messaggi tra loro.

I farmaci sono certamente fondamentali nella cura di persone affette da disturbi psichiatrici o con dipendenze patologiche, ma servono solo per ridurre i sintomi. Ci vuole una “terapia” che si occupi della persona nel suo complesso: sia per la cura degli aspetti mentali ed emotivi, sia per quelli fisici legati alla dipendenza.
Il Centro Trentino di Solidarietà è un’organizzazione storica che da anni opera nella prevenzione e nella cura delle dipendenze patologiche. Nelle proprie strutture di cura ha sviluppato un programma di attività fisica, particolarmente il trekking, che si è rivelato efficace nel trattamento delle patologie psichiatriche e delle dipendenze patologiche. Grazie alla collaborazione della Fondazione Aquila per lo sport trentino e la consulenza dell’Istituto sportivo di Civezzano è stato possibile attuare un progetto di allenamento fisico e attività sportiva che ha dato risultati concreti nella riduzione della sintomatologia dell’astinenza, dell’ansia e della depressione, ma soprattutto di promuovere lo sviluppo della personalità e incidere positivamente sulla qualità delle relazioni.

Lo sport, attraverso il contatto con il proprio corpo e l’incontro con gli altri, permette alle persone che si sono perse nel disagio della malattia e della dipendenza di riappropriarsi della fiducia in sé stessi. E non si tratta di ipotesi o semplici considerazioni, ma è stato provato scientificamente.
L’attività fisica infatti rappresenta un ottimo antidoto contro la dipendenza dal momento che, come le sostanze psicoattive, libera endorfina provocando nella persona sensazione di euforia e benessere.
Diversi gli studi scientifici che evidenziano i benefici sul benessere psico-fisico. Uno studio pubblicato sullo “Scandinavian Journal of Public Health” sostiene questa considerazione. Le persone che realizzano attività fisica durante la riabilitazione tendono ad assumere meno sostanze e a condurre un migliore stile di vita. I partecipanti hanno dichiarato che si sentivano più energici, che potevano respirare meglio e che avevano acquisito una maggiore autostima dal punto di vista fisico.
L’esercizio fisico è un ottimo stimolo dell’attività della corteccia e di altri centri cerebrali implicati nei processi emotivi e nel sistema della ricompensa, del piacere e della gratificazione. Come un nutrimento favorisce lo sviluppo del cervello, la connettività neuronale e la resilienza concorrendo così al raggiungimento di uno degli obiettivi del trattamento “moderno” della dipendenza: il ripristino dell’omeostasi della dopamina. La dipendenza, infatti, risulta spesso associata ad una carenza di questo neurotrasmettitore che ne altera lo sviluppo e il funzionamento del sistema della ricompensa. Proprio questa condizione neuro-comportamentale può esporre gli individui a una relativa incapacità di sperimentare piacere e di essere attivati per i normali stimoli naturali e relazionali.
Attiva il sistema degli oppioidi endogeni, altra struttura funzionale al centro della ricompensa ma anche della risposta allo stress, della regolazione dell’ansia e del dolore, tutti processi che hanno un ruolo nella vulnerabilità alle dipendenze e nel disturbo da uso di sostanze.
La relazione delle emozioni, l’inibizione degli impulsi, degli appetiti e del desiderio dipendono dal funzionamento delle aree della corteccia prefrontale e dell’ippocampo. Hanno dimostrato che la plasticità regionale molecolare, cellulare e vascolare e la neuromorfologia, a livello della corteccia prefrontale mediale, dell’ippocampo, dello striato dell’amigdala, sono implicati sia nelle dipendenze che nella ricerca e nell’esecuzione dell’attività fisica.

L’esercizio fisico per persone che abusano di droghe e alcol, comporta notevoli miglioramenti, sia nella forma fisica che nella qualità della vita (funzionamento fisico quotidiano, salute psicologica). e il benessere, la vitalità, il funzionamento sociale, la percezione generale della salute. Gli studi hanno anche rilevato una riduzione del craving, del desiderio della sostanza.
Concludendo, riscoprire l’attività fisica per il benessere psicologico è diventata una valida attività terapeutica, che accanto a quella tradizionale, è coadiuvante nei percorsi di riabilitazione attraverso la riparazione dei circuiti funzionali che nel cervello mediano i processi della ricompensa, la regolazione delle emozioni e il controllo cognitivo e volontario.

 

Antonio Simula

Centro Trentino di Solidarietà onlus

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