Un parco per la socialità

“Prendiamoci cura dell’ambiente!
Troveremo la parte migliore di noi e quindi il nostro posto nel mondo”.

L'ARTE DEI MURETTI A SECCO PATRIMONIO DELL'UNESCO

Il progetto intende rilanciare il volontariato sociale, culturale e ambientale con il coinvolgimento in una iniziativa di valorizzazione di uno spazio verde pubblico del territorio della Valle dei Laghi, Doss di Padergnone, attraverso l’inserimento di elementi artistici che diano nuova linfa al luogo, suscitino interesse, aspettativa ed emozioni al fruitore.

Si ritiene importante sensibilizzare la comunità a tematiche di rilievo, nello specifico alla salvaguardia dell’ambiente attraverso la cultura.

MEDITERRANETUM
Il parco mediterraneo sul doss di Padergnone

“Medirranetum”, un percorso naturalistico sul “Dos Padergnone”, la collinetta che sovrasta il centro storico del paese. Il dosso, intagliato negli anni ’70 dalla nuova strada Gardesana Occidentale (s.s. 45bis) che prima attraversava il centro del paese, gode di una posizione climaticamente privilegiata e di una panoramica di corto raggio ma di notevole pregio: a sud-ovest sul lago di Toblino, con il caratteristico omonimo Castello e il Monte Casale; a nord-ovest su Santa Massenza, il suo lago e la centrale idroelettrica; a nord-est sul santuario di San Valentino; infine a sud-est, come detto, su Padergnone.

“Medirranetum” fa subito pensare al Mediterraneo, il luogo infatti ospita numerose specie botaniche, alcune delle quali prettamente mediterranee che resistono fino a questa latitudine nord, grazie al microclima presente.

Due percorsi ergoterapici:

  1. Cura dell’ambiente naturale;
  2. Inserimento di elementi artistici realizzati nei laboratori del Maso Girasole di ceramica, falegnameria e tessuti.

Attraverso questi due percorsi si vogliono instaurare relazioni sociali trasformando le fragilità personali in elementi di forza, distinzione e ricercatezza: la bellezza del progetto.

Tre i macro-obiettivi comuni:

  • Favorire l’apprendimento e lo sviluppo di competenze socio-culturali;
  • Favorire collaborazioni spontanee tra giovani e adulti, tra associazioni e tra soggetti del territorio;
  • Sensibilizzare al tema del disagio e delle dipendenze con un coinvolgimento attivo.

La lettura della morfologia del luogo, il potenziale naturale ed ambientale, rappresentano il “terreno” nel quale:

  1. coltivare per la collettività;
  2. acquisire consapevolezza dei propri limiti (So di non sapere”. Spazio al pensiero);
  3. imparare a mettersi in mostra e quindi mettersi in gioco;
  4. comprendere se stessi e la propria strada (“Dove sono, dove andrò”).

Si traducono in:

  • “l’orto sociale”: spazio in cui si coltivano piante aromatiche trasformate nei laboratori del parco e offerti gratuitamente;
  • uno spazio dedicato alla lettura: prendi un libro e trovati un posto tranquillo dove leggere. Costruzione di una casetta libri in legno per scegliere un libro da leggere nel parco;
  • Prenditi il tuo tempo per pensare: costruzione di elementi attorno agli alberi, realizzati in legno, reversibili e smontabili, integrati con gli elementi vegetazionali;
  • “Mi metto in mostra”: realizzazione di uno spazio espositivo dei lavori del laboratorio;
  • Individuazione e allestimento di uno spazio per la meditazione e di aree per la socialità;
  • il “Bosco buio”: realizzazione di un percorso “buio” che porta alla “luce” in un’area panoramica che rappresenta simbolicamente il percorso della vita.

Il progetto è importante per la comunità perché mette insieme diverse realtà associative e diversi attori sociali per un obiettivo comune: valorizzare il territorio come “bene comune” in un’ottica di cittadinanza attiva e di collaborazione: assunzione di responsabilità sociale.

Il progetto mira a “riavvicinare”, “rimotivare” e quindi “coinvolgere” chi ha già messo a disposizione il proprio tempo e nuovi volontari in una logica “continu-attiva”.

Questa necessità ha alla base la consapevolezza dell’importanza di un “lavoro di squadra” efficace ed efficiente per rispondere ad uno stesso bisogno: il benessere della comunità.

L’opportunità di mettere a disposizione e condividere diverse competenze consentirà di offrire alla collettività un’area “ripensata” in cui trovare spazi di aggregazione, angoli meditativi e di espressione artistica.

La portata del progetto e la sua accessibilità consentono ad una pluralità di soggetti, generazionalmente trasversale al gruppo di associazioni coinvolte, di trovare uno spazio e un ruolo attivo, secondo logiche attore-beneficiario. La forza del progetto è quella di aver individuato quali beneficiari (destinatari finali-fruitori del parco) gli stessi attori-volontari coinvolti nella realizzazione, in un’ottica di superamento del coinvolgimento, fine a se stesso, degli utenti cui istituzionalmente sono rivolti i servizi da parte delle associazioni partner (persone fragili e con disagio psico-sociale): l’innovazione relazionale.

I principali destinatari del progetto, trasversali dal punto di vista generazionale alle associazioni coinvolte (Caritas, Oasi Valle dei Laghi, Apeiron, Associazione NOI Valle dei Laghi, Circolo Pensionati e Anziani di Padergnone, Associazione Famiglie “Progetto Uomo”) e ad altre che aderiranno possono essere rappresentati da:

  1. giovani dai 16 ai 28 anni
  2. adulti over 29: volontari attivi e adulti che intendono impegnarsi nel volontariato sociale;
  3. ospiti della comunità terapeutica “Casa di Giano”.