E se la prevenzione cominciasse prima del problema? E se, anziché aspettare che una difficoltà diventi evidente, imparassimo a riconoscere i segnali, ascoltare i nostri bisogni e interrogarci sulle nostre scelte?
Sono domande che hanno accompagnato il mio lavoro e che mi hanno portato a ideare, progettare e realizzare LIBERAmente, una nuova applicazione digitale dedicata alla consapevolezza personale, alla prevenzione delle dipendenze e alla promozione del benessere. LIBERAmente nasce nell’ambito delle attività del Centro Ricerca&Studio del Centro Trentino di Solidarietà ETS, con l’intento di mettere la tecnologia al servizio della persona. Non volevo realizzare semplicemente un’altra applicazione.
Volevo costruire uno spazio di riflessione accessibile, rispettoso e libero dal giudizio. Uno strumento capace di accompagnare le persone nel porsi domande importanti, senza pretendere di fornire risposte preconfezionate.
La prevenzione è prima di tutto una questione di consapevolezza. Quando parliamo di dipendenze, il nostro pensiero si concentra spesso sulle conseguenze: la perdita di controllo, le difficoltà relazionali, il disagio personale e familiare, la necessità di chiedere aiuto. Sono aspetti fondamentali, ma credo che una cultura autentica della prevenzione debba partire anche da ciò che accade molto prima. Dalle abitudini quotidiane. Dai bisogni che fatichiamo a riconoscere. Dalle emozioni che non sempre riusciamo a comprendere. Dai comportamenti che, talvolta senza accorgercene, diventano risposte automatiche alle nostre difficoltà.
Prevenire non significa soltanto informare sui rischi. Significa creare le condizioni affinché una persona possa conoscersi meglio e sviluppare una maggiore capacità di scelta.
È questa la prospettiva che ho cercato di tradurre in LIBERAmente. Uno strumento che non giudica, ma invita a riflettere. Nella progettazione dell’applicazione ho voluto mettere al centro un principio preciso: ogni persona deve poter iniziare dal punto in cui si trova, senza sentirsi classificata, valutata o etichettata.
Per questo LIBERAmente propone differenti possibilità di accesso. C’è chi desidera informarsi e rafforzare il proprio benessere. Chi sente il bisogno di comprendere meglio il proprio rapporto con una dipendenza. Chi vuole intraprendere un cambiamento. Chi cerca strumenti per sostenere una persona cara. E chi, infine, ha bisogno di orientarsi verso un aiuto qualificato.
Non sono categorie di persone. Sono bisogni, domande, situazioni che possono attraversare momenti diversi della vita. A ciascuno di questi bisogni LIBERAmente cerca di offrire un primo spazio di ascolto e orientamento.
Dalla teoria all’esperienza: piccoli strumenti per grandi domande.
Ho cercato di evitare che LIBERAmente diventasse un semplice contenitore di informazioni. L’informazione è importante, ma da sola non sempre produce consapevolezza. Per questo ho voluto affiancarle strumenti che invitassero a una partecipazione attiva. All’interno dell’applicazione trovano spazio percorsi per conoscersi meglio, attività di autoriflessione, esercizi di consapevolezza e benessere, strumenti di scrittura personale e risorse per riconoscere situazioni che meritano attenzione. Tra questi, la Bussola del Cambiamento invita a partire da due domande apparentemente semplici:
Come mi sento oggi?
Quale piccolo passo posso fare?
Sono interrogativi che non promettono trasformazioni immediate. Possono però aiutarci a interrompere, anche solo per un momento, il ritmo delle risposte automatiche e a recuperare uno spazio di scelta.
Un’altra attenzione importante riguarda la possibilità di riflettere sul proprio vissuto attraverso attività personali, flashcard e una lettera al proprio io futuro. Ho voluto che la persona non fosse una destinataria passiva di contenuti, ma la protagonista del proprio percorso.
La tecnologia non sostituisce la relazione umana
Credo sia necessario chiarire un punto.
LIBERAmente non è uno strumento diagnostico, non propone trattamenti terapeutici e non sostituisce il sostegno di professionisti o servizi specializzati. Non è stata concepita per dare risposte cliniche a problemi complessi. La sua funzione è differente: favorire la riflessione, promuovere consapevolezza, offrire informazioni e facilitare, quando necessario, l’orientamento verso le risorse di aiuto. La tecnologia, a mio avviso, esprime il suo valore sociale quando non pretende di prendere il posto delle persone, ma contribuisce a renderle più consapevoli e più capaci di entrare in relazione con gli altri e con i servizi. È in questo equilibrio tra autonomia personale e riconoscimento dell’importanza dell’aiuto professionale che ho cercato di collocare LIBERAmente.
Un linguaggio diverso per parlare di dipendenze
Uno degli aspetti ai quali ho dedicato particolare attenzione è stato il linguaggio. Le parole possono avvicinare oppure allontanare. Possono aprire uno spazio di dialogo oppure generare vergogna, paura e chiusura. Nel campo delle dipendenze, il rischio di ridurre una persona al proprio comportamento è sempre presente.
Ho voluto quindi che LIBERAmente utilizzasse un linguaggio semplice, rispettoso e non stigmatizzante. Un linguaggio che non chiedesse alla persona di definirsi attraverso un problema, ma le offrisse la possibilità di esplorare le proprie esperienze. Prima di qualsiasi comportamento problematico, prima di qualsiasi difficoltà, c’è sempre una persona con una storia, delle relazioni, delle risorse e delle possibilità. Ritengo che ogni intervento di prevenzione debba partire da questo riconoscimento.
Una nuova possibilità per la prevenzione sociale
Con LIBERAmente ho voluto sperimentare un modo diverso di rendere accessibili alcuni strumenti di riflessione e prevenzione. Uno smartphone è ormai parte della quotidianità di moltissime persone. Può diventare anche un punto di accesso a contenuti che incoraggiano l’attenzione verso se stessi, la responsabilità e la ricerca di aiuto.
Naturalmente, nessuna applicazione può risolvere da sola la complessità delle dipendenze o del disagio sociale. Ma può contribuire ad abbassare alcune barriere iniziali: la difficoltà di affrontare un argomento, l’incertezza su dove cominciare, la paura di essere giudicati. Può offrire un’occasione. E talvolta un’occasione è proprio ciò che serve per iniziare a guardare le cose in modo diverso.
Il significato di LIBERAmente
La scelta del nome non è casuale. LIBERAmente richiama due dimensioni che considero profondamente connesse: la libertà e la consapevolezza. La libertà non è soltanto assenza di vincoli. È anche possibilità di riconoscere ciò che influenza le nostre scelte, comprendere i nostri bisogni e individuare alternative. E la consapevolezza non consiste nell’avere sempre risposte certe. A volte significa imparare a formulare domande migliori.
È da questa visione che nasce il progetto.
Con LIBERAmente desidero offrire un contributo concreto a una cultura della prevenzione che non si limiti a mettere in guardia dai rischi, ma sappia anche valorizzare le capacità delle persone, la loro autonomia e la possibilità di cambiamento. Non so quale sarà la prima domanda che ciascuno si porrà entrando nell’applicazione. Mi auguro, però, che possa essere l’inizio di una riflessione utile. Perché non sempre possiamo cambiare tutto in un momento. Ma possiamo cominciare da un piccolo passo.
E un piccolo passo può fare la differenza.
LIBERAmente è un progetto promosso dal Centro Ricerca&Studio del Centro Trentino di Solidarietà ETS.
Ideazione, progettazione e realizzazione: Antonio Simula, sociologo clinico.
Scopri l’applicazione: https://www.citiesse.org/liberamente
