Il progetto “sobrietà” o modulo “Alcol, cocaina e gioco d’azzardo”, promosso dal Centro Trentino di Solidarietà, rappresenta da alcuni anni un efficace strumento per la cura e il cambiamento di persone e famiglie con problemi alcol-correlati e complessi, da cocaina e da gioco d’azzardo patologico.
Secondo l’esperienza maturata nella cura e riabilitazione di persone con questa tipologia di problematiche, il Centro, in accordo con il Servizio di Alcologia dell’Apss di Trento, ritiene necessario proporre percorsi terapeutici intensivi e mirati della durata da un minimo di 4 a un massimo di 24 settimane. Il programma è costruito sulle esigenze personali e strutturato per obiettivi specifici concordati con la persona, i familiari e l’equipe inviante.
Il percorso prevede interventi psicoterapici sia individuali sia di gruppo.
Risulta fondamentale la presenza dei familiari come strumento per rafforzare la continuità nel percorso delle persone ospiti in struttura e risulta risorsa attiva coinvolta essa stessa in un percorso di cambiamento e riflessione.
Il metodo prevede anche la costruzione e l’attivazione di un piano post-residenza “Aftercare”, per una continuità della cura e un consolidamento degli obiettivi raggiunti.
A CHI SI RIVOLGE
La Comunità si rivolge a persone che rientrano in una o più delle seguenti condizioni:
- difficoltà di adesione a un percorso territoriale
- scarsa motivazione al cambiamento e mancanza di leve terapeutiche
- problematiche complesse
- deterioramento sociale
- poli – dipendenza.
OBIETTIVI E TEMPI
Le caratteristiche precedenti possono essere variamente combinate. Ogni persona e famiglia, infatti, è portatrice della sua specificità e particolarità. A seconda delle problematiche e delle risorse soggettive saranno sviluppati programmi comunitari “personalizzati”, riferibili ai seguenti obiettivi generali:
- Motivare al cambiamento di stile di vita e di relazione (nella sua complessità) della persona, della famiglia e dell’eventuale altro contesto di convivenza;
- Aumentare la consapevolezza dei rischi legati all’uso di alcol;
- Ridurre il significato attribuito all’uso di alcol;
- Mantenere l’astinenza;
- Ristabilire l’equilibrio psico-fisico;
- Monitorare le eventuali terapie farmacologiche;
- Supportare alla risocializzazione e al reinserimento;
- Follow up medico di eventuali PAC (epatopatie, neuropatie)
Durata prevista: da 4 a un massimo di 24 settimane. Prorogabili previa UVM.
MODALITA’ DI INGRESSO E TEMPISTICHE
- L’ingresso avviene previa UVM, in cui saranno indentificati con la persona e la famiglia gli obiettivi e gli impegni (es.: per i familiari partecipare al club territoriale, partecipare agli incontri di rete previsti ecc…).
- È opportuno programmare uno o più incontri con la persona e i familiari prima dell’avvio del programma per:
- acquisire informazioni generali e specifiche sulla storia alcologica;
- illustrare il percorso;
- verificare le motivazioni e le aspettative personali e della famiglia;
- valutare la rete familiare e sociale.
Tutto ciò si realizza con il servizio inviante presso la Comunità che ospiterà la persona durante il percorso terapeutico. I colloqui saranno svolti con i familiari, cercando di indagare sia le particolari problematiche delle persone sia i problemi personali o relazionali;
- Valutazione medica della persona ospite: deve essere svolta prima dell’ingresso in comunità. È opportuno che le problematiche organiche vengano valutate e curate in ambiente sanitario, onde evitare che tutto ciò “distragga” dagli obiettivi del programma terapeutico;
- Prevenzione e gestione farmacologica dell’astinenza (consulenza del MMG o medico del Servizio e/o pregresso ricovero).
RISORSE STRUTTURALI
Struttura di tipo comunitario, con idonei spazi residenziali, spazi per le attività riabilitative e ludico-ricreative, per colloqui individuali e per gruppi. Struttura con spazio esterno adibito per il “verde terapeutico” e laboratori creativi.
RISORSE UMANE
Risorse umane della Comunità Terapeutica Giano:
- 1 Responsabile terapeutico (psico-terapeuta clinica);
- 1 Responsabile/coordinatore;
- 1 Responsabile del Verde terapeutico e della ergoterapia;
- 1 Consulente psichiatra farmacologo;
- 1 Psichiatra psicoterapeuta;
- 1 Supervisore;
- 1 Ter.P.;
- 1 infermiere;
- 9 Educatori/Operatori di Comunità;
- 2 Psicologi-psicoterapeuti.
Il solo modulo “Alcol” prevede le seguenti figure professionali interne:
- 1 responsabile terapeutico (psicoterapeuta clinica);
- 1 referente di progetto (psicologo);
- 2 educatori;
- 1 Ter.P.
Il servizio è progettato in modo da valorizzare la dotazione di personale e strutture del CTS ed è organizzato anche sull’appoggio a personale “esterno” in convenzione o comunque tale da non implicare ulteriori costi per la Comunità (es. APCAT, UFE, ecc.).
Si prevedono riunioni di coordinamento periodiche prefissate e al bisogno tra le varie risorse professionali coinvolte nel progetto.
STRUMENTI E ATTIVITA’
- Gruppo di sostegno e confronto (problem solving): riunioni di gruppo condotte da operatori e mirate al confronto sulle difficoltà quotidiane del vivere in comunità e indirizzate al sostegno nei momenti di forte difficoltà;
- Gruppi informativi: gruppi periodici da tenersi in comunità condotti da operatori inviati dai programmi alcologici territoriali e della comunità in cui si forniscono informazioni e si affrontano discussioni sulle problematiche alcol-correlate e sanitarie;
- Comunità multifamiliari: sono gruppi di sostegno e rielaborazione delle dinamiche familiari a cui partecipano utenti e familiari con cadenza settimanale con operatori inviati dai programmi alcologici territoriali e operatori della Comunità terapeutica.
- Gruppo INTE.G.R.O.: gruppo psicoeducazionale per il raggiungimento degli obiettivi;
- Colloqui individuali settimanali con operatore di comunità: comprende colloqui diretti al paziente a carattere informativo, per valutazione, sostegno, riabilitazione e monitoraggio di efficacia del percorso;
- Uscite periodiche: sono rientri brevi (2-3 gg) nel contesto di origine allo scopo di verificare e sostenere gli avvenuti cambiamenti osservati e valutati in struttura;
- Visita medica ambulatoriale: monitoraggio, assessment farmacologico e assistenza medica di base;
- Eventuale visita specialistica psichiatrica: monitoraggio e assessment farmacologico a cadenza settimanale per le persone di cui si ravvisa la necessità;
- Inserimento nei gruppi di auto-mutuo aiuto (club alcologici territoriali – CAT), sul territorio della Valle dei Laghi. Numerosi studi rilevano che il contatto durante la permanenza in struttura aumenta l’adesione al programma susseguente (Panepinto W. et al., Alcoholics transition from ward to clinic; group orientation improves retention, J. Stud Alcohol, 1980);
- Attività ludico-ricreative e culturali: incontri culturali a tema in comunità e all’esterno, teatro, calcio, basket, passeggiata in montagna, trekking con gli animali, corsi di fotografia, corsi di pittura, cineforum;
- Attività artistiche: laboratori artistici e creativi seguiti da un maestro d’arte, laboratori teatrali;
- Convivenza comunitaria: relazione interpersonale, regole di vita, ritmi riequilibranti, ecc.;
- Counselling di ristrutturazione risorse sociali;
- Uscita di verifica: prima della fine del programma, viene effettuata una uscita breve (2-3 gg) al fine di riformulare il contratto terapeutico che può prevedere il proseguimento in struttura o la conclusione e il rientro nel contesto di origine;
- Valutazione testistica.
In aggiunta a questi strumenti e attività previste, possono esserne sperimentate altre più specifiche da concordare con il Servizio di Alcologia, quali ad esempio il supporto psicoterapeutico (individuale, di gruppo, familiare). Tale supporto comprende quelle attività che mirano al sostegno delle persone.
Il ricorso ad elementi “after care” in un ricovero “tradizionale” o l’attivazione di un ricovero “riabilitativo” per persone con PAC, è legato alla presenza di una serie di strutture e di professionalità che tra loro collaborino per creare una “rete”, capace di intervenire sull’insieme dei problemi di persone e delle loro famiglie, fornendo:
- competenze professionali per l’individuazione precoce, il supporto, il counselling e l’intervento su problematiche complesse;
- punti di riferimento sul territorio, quali quelli validamente forniti dai gruppi AMA e dai gruppi multifamiliari (CAT).
Ogni intervento residenziale è limitato nel tempo. In assenza di un contatto con la “rete” o in assenza della stessa, si rischia di dare vita a strutture anche di elevata competenza, ma di fatto inutili, e di mettere così in moto “viaggi della speranza” che spesso illudono la persona e i familiari.
TEMATICHE DEI GRUPPI
- Incontro del mattino: organizzazione della giornata ed eventuali chiarimenti.
- Conoscenza di sé: chi sono, la mia storia, la mia famiglia ecc.
- Rapporto con alcol: quando ho cominciato a bere, le mie modalità del bere, come cambio quando bevo ecc.
- Vissuti di negazione: colpe, sensi di colpa, rabbia, dolore, bisogno di riconciliazione. In questo gruppo entra in gioco l’emotività
- Gruppo a tema: il cambiamento, da problema a risorsa
- Comunità multifamiliare: incontri di gruppo o singoli con i familiari
- Seminari: a tema tenuti anche da figure esterne.
L’esperienza con le persone con problemi alcol correlati, ci ha portato a osservare come frequentemente, in breve tempo, si adattano ai ritmi lavorativi proposti dalla comunità. Se da un lato le persone diventano degli efficienti lavoratori, per di più affidabili, dall’altro si corre il rischio di perderli di vista, in quanto impegnati nel lavoro, ma poco capaci e meno stimolati a comunicare e relazionarsi con gli altri. Il risultato è che dopo qualche mese di astinenza “protetta”, parlino del loro problema al passato, in assenza della capacità critica di osservare e riflettere sul cambiamento e sull’eventuale adozione di uno stile di vita sobrio.
STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE DEL MODULO “ALCOL”
Valutazione individuale/familiare
- Contratto concordato;
- Incontro di valutazione e consolidamento del “patto terapeutico” dopo 4 settimane dall’ingresso con persona, famiglia, operatori rispetto alle aspettative iniziali, gli obiettivi della prima fase e definirne di nuovi;
- Incontri periodici di valutazione congiunta con persona, famiglia, altre risorse che operano nella “rete”, operatori interni e operatori del Servizio inviante (primo, terzo e sesto mese, a fine della proroga del periodo aggiuntivo a 24 settimane);
- Sistema interno di verifica dei percorsi individuali, organizzato a partire da indicatori individuati dalla struttura (test psicologici, scheda “Recovery Star”);
- Relazione da parte della Comunità a metà e fine percorso;
- Lettera di fine percorso all’uscita dalla comunità che faccia sintesi del tratto di strada condiviso.
Valutazione del progetto
- Sistema interno di verifica in riferimento agli indicatori a tipologia pedagogico – riabilitativa (efficacia dei trattamenti, ritenzione in trattamento, tasso di occupazione dei posti letto)
- Audit interni sugli abbandoni
- Audit annuale di lettura e interpretazione dei dati relativi agli esiti (output) e ai risultati (outcome) dei percorsi.

