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Casa di Giano

Presentazione

Esterno Casa di GianoDifferenziazione dei trattamenti

“Casa di Giano” è una struttura residenziale per pazienti a doppia diagnosi. Attraverso l’osservazione quotidiana e la valutazione delle difficoltà dell’ospite il responsabile terapeutico della struttura formula, in collaborazione con i servizi sanitari di riferimento dell’utente, un piano di trattamento terapeutico personalizzato ed un progetto di riabilitazione per un eventuale futuro reinserimento sociale. 

 

 

 

I criteri di appropriatezza all’inserimento in struttura sono:

 

  • parere positivo del responsabile terapeutico;
  • la presenza di una doppia diagnosi e/o dei criteri clinici elencati in dettaglio nel PRG01;
  • presenza della documentazione richiesta;
  • la motivazione da parte della persona a intraprendere un percorso di cura;
  • che non siano stati effettuati, da parte della persona, più di tre accessi alla struttura negli ultimi 12 mesi e che non abbia in essere alcun rapporto di coppia con altri ospiti presenti in comunità;
  • la disponibilità di posti in struttura.

 

CRITERI CLINICI DI APPROPRIATEZZA

PUNTI

1.   Dipendenza da sostanze legali e/o illegali secondo i criteri del DSM IV, come documentato nella valutazione diagnostica del medico del servizio sanitario inviante.

30

2.   Presenza di disturbo psichiatrico e/o di personalità rispondente ai criteri del DSM IV.

30

3.   Condizioni psico-fisiche di grave rischio che rappresenta un pericolo per se stesso e per gli altri e che non permette una gestione ambulatoriale efficace

20

4.   Scarsa cura di sé rispetto ai bisogni primari (alimentazione, sonno, igiene, ecc.).

15

5.   Presenza di un contesto socio-economico disfunzionale (es: assenza di occupazione lavorativa, situazione abitativa instabile o conflittuale)

5

Tot. 100

 

 

I servizi sanitari territoriali (Ser.T, Servizio di Alcologia, Centro di Salute Mentale) fanno richiesta scritta di inserimento dell’utente in comunità attraverso U.V.M. (unità di valutazione multidimensionale). Ciascun servizio sanitario dispone di una lista di nominativi in ordine di gravità della condizione socio-sanitaria e  secondo i criteri di appropriatezza stilati dal singolo servizio. Il responsabile terapeutico accetta la graduatoria di inserimento se compatibile con i sopracitati criteri di appropriatezza.

 

 

  Al momento dell’inserimento il paziente sottoscrive un modulo di accettazione al programma terapeutico (MOD11). L’accesso e/o la permanenza in struttura da parte dell’utente è sempre volontaria e non è in alcun modo indotta con nessuna forma di coercizione fisica, psichica e morale.

 

In caso di fuga o allontanamento non autorizzato, una eventuale riammissione dovrà essere concordata nuovamente con i Servizi sanitari di appartenenza. Le dimissioni concordate, invece, avvengono al raggiungimento degli obiettivi previsti nel progetto terapeutico individualizzato e in accordo con i servizi sanitari in sede di U.V.M. (ultima valutazione prima della fine del percorso terapeutico).

 

La permanenza in comunità offre ad ogni persona un contesto di vita organizzato, fornisce vitto sano e un alloggio confortevole, un’opportunità di cura e di crescita umana e spirituale, l'équipe degli operatori di Progetto Giano ne è garante.

GRIGLIA DI GRAVITÀ PER PRESA IN CARICO

NOMINATIVO

DATA INSERIMENTO

GRAVITÀ LIEVE

GRAVITÀ MODERATA

GRAVITÀ SEVERA

FUNZIONAMENTO PSICOLOGICO

 

 

 

 

CONDIZIONI SOCIALI ED AMBIENTALI

 

 

 

 

COMPLIANCE

 

 

 

 

MOTIVAZIONE AL TRATTAMENTO

 

 

 

 

AUTOSUFFICIENZA

 

 

 

 

A seconda delle problematiche diagnosticate si può suddividere l’utenza in due categorie, come da tabella:

CLASSE A

 

CLASSE B

Utenza che necessita di un intervento contenitivo ad indirizzo emotivo comportamentale

Utenza  in cui sono indicati prevalentemente trattamenti supportivi

 

 

 

 

ASSE II  DSMIV

Disturbi di personalità Gruppo B (Personalità "emotivamente instabili, drammatiche, conflittuali")

 

ASSE I  DSM4

Disturbi:

d’ansia, somatoformi, dell’umore

Disturbi dissociativi ed altri disturbi psicotici

 

 

ASSE II  DSM IV

Disturbi di personalità Gruppo A (Personalità "strane, bizzarre, o meglio incomprensibili”) e C (Personalità inibite)

          La metodologia degli interventi contenitivi (Classe A) in genere è volto a favorire nel paziente

  • il riconoscere e l’entrare in contatto con le proprie emozioni,
  • la consapevolezza delle conseguenze del proprio comportamento su se stessi e sugli altri,
  • la tolleranza delle emozioni dolorose senza ricorrere agli acting-out o alle sostanze stupefacenti,
  • l’incremento dell’autostima,
  • l’assunzione delle proprie responsabilità
  • l'adattamento all'ambiente

Allo scopo si utilizzano anche  tecniche di efficacia interpersonale e mindfulness .

L’intervento supportivo (Classe B) è mirato a fornire supporto emotivo alla difficoltà del pazienti, supporto attivo ma non direttivo per promuovere la sicurezza personale e rinforzare la capacità di coping con commenti empatici, rassicurazioni, consigli, informazioni, spiegazioni e riproposizioni. Nel caso di disturbi d’ansia si privilegeranno l’ascolto empatico e le tecniche di rilassamento mentre in presenza di deliri ed allucinazioni, oltre alla comprensione empatica dell’angoscia, diventa molto importante il contenimento farmacologico. Nel caso di presenza di depauperamento anche funzionale si prevedono interventi di stimolazione cognitiva e riapprendimento.

In ambedue le classi di pazienti sono previsti interventi espressivi prevalentemente utilizzando la terapia di gruppo. La terapia di Gruppo basata su interventi di tipo informativo, educativo, di sostegno e di sviluppo del problem solving e dell’assertività in un setting di condivisione tra pari si avvale di interventi di tipo espressivo che consiste solitamente in una terapia "verbale" (gruppi di parola), ma a volte implementata da altre modalità terapeutiche. Attraverso la costruzione di un senso riguardo ai contenuti portati dal paziente si privilegia il confronto e l’elaborazione di:

 

 

  • chiarificazione e riformulazione meno rigida di costrutti comportamentali;
  • mettere a confronto affermazioni e/o comportamenti ambivalenti e/o contradditori;
  • rinforzo dell’esame di realtà;
  • identificazione dei nessi con collegamento tra contenuto narrato e quello comportamentale;
  • elaborazione e ristrutturazione.

Articolazione del progetto

ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO GIANO 

  1. INGRESSO E STESURA DEL PROGETTO RIABILITATIVO

 

 La stesura del progetto riabilitativo deve avvenire entro 10 gg dall’ingresso, quando tale ingresso avviene per motivi urgenti.

Di fronte a gravi comportamenti (introduzione e condivisione di sostanze psicotrope in struttura, anche in fase di ingresso, rapporti sessuali con altri ospiti, violenza fisica) la comunità valuterà l’opportunità di un immediato allontanamento con sospensione temporanea del progetto oppure con ricovero in Spdc, se clinicamente necessario o in altra struttura protetta. Le dimissioni vanno rinviate all’UVM.

 

Dopo un primo incontro di verifica nel primo mese di permanenza in accoglienza, verranno svolti incontri periodici trimestrali.

  La durata di permanenza massima nella struttura intensiva è di 18 mesi. Dopo i 18 mesi si può ipotizzare un passaggio presso un eventuale rientro.La dimissione dal percorso terapeutico avviene dopo una verifica in sede di UVM degli obiettivi raggiunti e consolidati. 

 

2.   TRATTAMENTO TERAPEUTICO

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     Il modulo 1 e 2 coincidono con la fase già detta di accoglienza ed il modulo 3 e 4 con la fase già detta di comunità e disegnano il continuum del percorso terapeutico. La fase diagnostica di accoglienza (due mesi ca.) permette sia di gestire un eventuale stato di crisi sia di verificare la fattibilità di una presa in carico (appartenenza alle classi di pazienti che possono trarre beneficio dalle caratteristiche terapeutiche permesse dalla organizzazione che Giano si è dato) e nel contempo divenire ipotesi di lavoro clinico. In tale fase si da inizio alla costruzione della cartella clinica. Data la premessa  imprescindibile che se si deve tenere conto del complessivo livello di funzionamento dell’individuo si precisa che non sono previste durante il percorso del modulo 1 modalità espulsive se non in presenza di atti penalmente ascrivibili; negli stadi successivi, l’unica violazione assolutamente prescrivibile è legata al rifiuto di qualsiasi espressione di violenza. Durante il percorso, in qualunque stadio si trovi, la rottura del contratto da parte dell’utente prevede il ritorno al modulo 1 per massimo 15 giorni per una ridefinizione del percorso. Il provvedimento non è comunque automatico definito in sede terapeutica che porterà o alla variazione del percorso con allontanamento o arretramento a stadi precedentemente percorsi per un massimo di un mese (a discrezione motivata del Direttore Sanitario sentito il  Comitato terapeutico) o al reintegro alla fase precedente che ha richiesto la riqualificazione del progetto.

 

dott.ssa Irene Pradi responsabile terapeutica

Modulo 1-2

Ex FASE DI ACCOGLIENZA

 

 

Tale fase, della durata approssimativa di 45 giorni, ha come obiettivi principali: 

  • contenimento e gestione della crisi: il paziente che richiede l’inserimento in struttura vive un momento di intensa difficoltà sia psicologica che sociale. La struttura riabilitativa ha il compito di favorire una “ripresa” delle condizioni psico-fisiche, che il paziente in autonomia non è in grado di raggiungere, considerata anche l’incapacità di astenersi dalle sostanze stesse. Ciò potrebbe richiedere il ricorso anche a un intervento psicofarmacologico.
  • astensione e gestione del craving: i pazienti che entrano in struttura molto spesso hanno l’esigenza di gestire la fase immediatamente conseguente la sospensione dell’assunzione della sostanza e quella della terapia sostitutiva.
  • valutazione psicodiagnostica e psichiatrica: l’individuazione di strategie d’intervento adeguate ed efficaci. Data l’estrema complessità ed eterogeneità dei pazienti a “doppia diagnosi”, risulta fondamentale individuare obiettivi precisi e personalizzati derivanti dalla valutazione psicodiagnostica e psichiatrica e dalle osservazioni effettuate dagli operatori nella quotidianità. In seguito a ciò vengono individuati gli strumenti e le strategie d’intervento più efficaci e adeguate alle problematiche del paziente.


Gli strumenti per la valutazione  psicodiagnostica

 

 

  • Colloquio di accoglienza con somministrazione SCL 90-R  entro sette giorni dall’ingresso dell’utente in CT. La somministrazione avviene da parte di uno psicologo abilitato.
  • MMPI entro dieci giorni dall’ingresso dell’utente in CT (Somministrazione da parte di uno psicologo abilitato)
  • Batteria ENB, Matrici Progressive di Raven, TIB ed eventualmente ALTRO (Somministrazione da parte di uno psicologo abilitato).  (ALTRO: ad es. disegno della Famiglia, disegno dell’Albero, disegno della Figura Umana, etc. qualora venissero ritenuti utili dal comitato terapeutico.
  • Refertazioni. La refertazione viene stesa da uno psicologo abilitato.
  • Restituzione all’utente da uno psicologo psicoterapeuta 

 

Gli Strumenti per la valutazione d’efficacia

 

 

Il livello sintomatico (o diagnostico) dei pazienti viene monitorato in diversi momenti durante la loro permanenza a Casa Giano. Attraverso la valutazione ed osservazione del livello di adattamento in termini psicologici, sociali e lavorativi gli strumenti utilizzati sono: 

 

1.   la SCHEDA CERCO:  strumento interno alla struttura costruito al fine di monitorare nel tempo eventuali cambiamenti del paziente. Tale strumento risulta agevole in quanto suddivide il funzionamento del paziente in 5 aree (comportamentale, emotiva, relazionale, operativa e cognitiva), permettendo in tal modo, attraverso un confronto tra operatore di riferimento e figura terapeutica del paziente, di integrare elementi osservabili nella quotidianità dall’educatore con informazioni derivate dai colloqui. Tale strumento permette quindi di fare una fotografia del paziente in un determinato momento. La compilazione di tale scheda avviene con regolarità, lungo l’intero percorso, al fine di valutare eventuali cambiamenti del paziente nel tempo.    

 

 

2.   il test SCL 90-R somministrato e restituito all’utente da uno psicoterapeuta. 

 

Tempi di somministrazione:

 

 

  • Colloquio di accoglienza con SCL 90-R con elaborazione: 70 minuti
  • MMPI*: somministrazione 120 minuti; elaborazione 30 minuti;
  • Batteria ENB: 90 minuti; elaborazione 30 minuti;
  • Raven* e Tib: 60 minuti; elaborazione 30 minuti; 

 

Tempi di Restituzione:

 

 

  • MMPI e SCL ; Batteria test cognitivi: 90 minuti
  •  Tempi di Refertazione totali: 210 minuti
  • SCHEDA CERCO: 90 minuti

Sempre in tale fase inizia la stesura e la raccolta della cartella clinica che seguirà tutto l’iter del percorso.

Gli obiettivi principali di questo modulo sono quelli di favorire una motivazione al cambiamento e l’aggancio terapeutico oltre a sviluppare le abilità personali che rappresentano le premesse per il passaggio agli step successivi. 

 

In questa fase ha inizio il percorso comunitario propriamente detto, caratterizzato da interventi psicoterapeutici e terapeutico-educativi ad ampio spettro con percorsi ergo terapici plurisettoriali (laboratorio del verde, ceramica, sartoria, cura degli animali). Gli interventi psicoterapeutici sono sia di tipo individuale (interventi psicologici di sostegno che permetteranno in seguito di enucleare i nodi problematici del soggetto) che  di gruppo. La presenza di molti sottosetting facilita inoltre la decantazione dell’ansia, dell’impulsività e dell’incertezza, tutte caratteristiche presenti nei pazienti inseriti nella struttura residenziale; la funzione di contenitore permette di cominciare la comprensione e l'integrazione delle parti frammentate del Sé del paziente.

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Modulo 3

Ex FASE DI COMUNITÀ 

Il modulo, oltre proseguire gli obiettivi nella fase precedente, permette di affrontare i nuclei più profondi del disagio, consentendo una ristrutturazione dello stile personologico e una riconversione dei vissuti. Il percorso comunitario prevede sia interventi di gruppo sia di tipo individuale. Entrambi hanno come obiettivo quello di trattare i le problematiche del paziente in maniera più mirata e profonda rispetto alla fase precedente.

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La frammentazione e la discontinuità, caratteristica di questi pazienti, richiede un intervento terapeutico modulato e calibrato, oltre ad un sostegno sulla motivazione di proseguire il lavoro terapeutico.

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Accanto al trattamento delle aree comportamentali, operative e relazionali, il lavoro sull’emotività può comportare un miglioramento della sfera cognitiva spesso bloccata da un disagio neuropsicologico che sfocia in una debolezza della competenza autobiografica.

Il raggiungimento degli obiettivi di volta in volta individuati, potrà prevedere un accesso del paziente alla fase del reinserimento di Progetto Giano.

Modulo 4

 

FASE DI RIENTRO

 

 Il Reinserimento abitativo e socio-lavorativo continua e completa un lavoro già effettuato nelle fasi precedenti. Consente di verificare quanto acquisito durante il percorso precedente nel contesto esterno, in una situazione di minore protezione strutturale tale da facilitare la progressiva acquisizione di autonomia personale. Quest’ultimo modulo è risultato di “alta criticità” nel percorso di ogni singolo ospite. Essendo la fase più delicata di tutto il percorso l’equipe educativo-terapeutica deve saper aiutare l’utente a riconoscere gli elementi a rischio e confrontarsi su questi, onde evitare comportamenti pericolosi e di chiusura relazionale che potrebbero comportare la ricaduta nell’uso di sostanze. L’obiettivo della riabilitazione è intesa come possibilità graduale ma effettiva, di emanciparsi dalla struttura residenziale e di raggiungere un adeguato livello di autonomia per un potenziale e auspicabile inserimento sociale.

  In questa fase gli utenti iniziano a sperimentarsi in contesti socio-lavorativi interni/esterni, inizialmente in modalità part-time, in modo da portare avanti gli impegni e le attività previste dal progetto (colloqui individuali, gruppi terapeutici e altre attività comunitarie). In seguito gli utenti dovrebbero accedere ad una fase avanzata, con un impegno lavorativo a tempo pieno. 

 

Obiettivi specifici:

  • Area occupazionale: recupero e sviluppo delle competenze professionali individuali;
  • Area degli aspetti gestionali: autonomia economica e residenziale possibile;
  • Area sociale: integrazione.

Il progetto, finalizzato al reinserimento nel tessuto sociale di persone che hanno fatto un percorso terapeutico-riabilitativo è previsto per non più di 5-8 utenti con capacità di vita personale e sociale e che godono di un buon compenso psico-fisico tali da consentire loro di vivere autonomamente alcune fasi della giornata senza la continua presenza di operatori. 

In tutti i moduli, accanto ai responsabili terapeutico ed organizzativo ed agli operatori che seguono il vissuto quotidiano ed effettuano colloqui settimanali, opera in stretta collaborazione con i medici di riferimento del servizio pubblico, un consulente psichiatra che effettua 7 ore settimanali. Egli ha il compito di monitorare la terapia farmacologica già prescritta e secondo necessità modificarla; è inoltre chiamato a gestire le improvvise crisi degli utenti presenti in struttura.

 

Dove siamo

Casa di Giano
Comunità Accoglienza e Comunità Terapeutica
Via di Maiano, 57 - S. Massenza
38096 Vallelaghi (TN)

Tel.  0461/864106
Fax 0461/340662


E-mail accoglienza@citiesse.org


dove siamo

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In macchina:

Dal casello autostradale Trento Centro: prendere immediatamente la prima strada a destra, la SS45BIS direzione Riva del Garda. Dopo circa 15 chilometri, superato il paese di Vezzano, si prosegue fino alla rotonda successiva e si prende la prima uscita a destra, dirigendosi così verso la frazione di Santa Massenza. Attraversare il paese e proseguire verso il cimitero. Andare oltre fino alla prima strada sulla sinistra.